11 Dicembre 2025
La possibilità che un contribuente o un’impresa si trovi a fronteggiare un provvedimento di accertamento fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate è concreta e richiede attenzione fin dalle fasi iniziali. Comprendere i termini, le procedure e le conseguenze connesse all’atto di accertamento è fondamentale per evitare sanzioni, ridurre i rischi tributari e predisporre una strategia difensiva efficace.
Lo Studio Legale Vescovi offre assistenza specializzata nel diritto tributario, affiancando i clienti sia nella fase preventiva — ad esempio con una simulazione di verifica interna — sia nella gestione del contenzioso, intervenendo su atti di accertamento, mediazione tributaria, accertamento con adesione e procedimenti davanti alle Commissioni tributarie.
Nel contesto fiscale italiano è fondamentale distinguere tra tre concetti spesso impiegati in modo intercambiabile ma che presentano profili giuridici diversi: il controllo fiscale, la verifica fiscale e l’accertamento fiscale.
In sintesi: controllo e verifica sono strumenti preparatori; l’accertamento fiscale è la fase finale che delimita un obbligo tributario. Comprenderne la distinzione consente al contribuente di orientarsi meglio nella difesa e nell’azione preventiva.
Quando viene notificato un atto di accertamento fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate, il contribuente può trovarsi ad affrontare:
L’atto, come l’avviso di accertamento emesso dall’Agenzia delle Entrate, rappresenta dunque un momento critico: è importante verificare tempestivamente termini, motivazione e opportunità di intervento con il supporto di un professionista o di uno studio legale specializzato.
Una delle categorie più delicate riguarda i termini di decadenza (spesso impropriamente indicati come “prescrizione”) per l’emissione dell’atto di accertamento fiscale. Per rendere più chiara la disciplina, vediamo i termini generali e le riduzioni possibili.
Ai sensi dell’art. 43 del D.P.R. 600/1973 e dell’art. 57 del D.P.R. 633/1972, per le imposte sui redditi, l’IRAP e l’IVA l’atto di accertamento deve essere notificato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione, e nel caso di omessa dichiarazione entro il 31 dicembre del settimo anno successivo. La normativa più recente ha inoltre introdotto condizioni per ridurre questo termine, ad esempio nei casi di contribuenti “congrui e coerenti” o in regime di tracciabilità.
In presenza di specifiche condizioni – ad esempio il versamento tracciato dei compensi e dei redditi, o l’adozione di indici di affidabilità fiscale (ISA) – il termine può ridursi di due anni rispetto all’ordinario.
In caso di dichiarazione omessa, ossia non presentata o inviata con oltre 90 giorni di ritardo, l’Agenzia delle Entrate dispone di sette anni per emettere l’avviso di accertamento, invece dei cinque ordinari.
La stessa regola vale se la dichiarazione è nulla, cioè priva dei requisiti minimi per essere considerata valida (ad esempio mancanza di firma, errori strutturali, o dati identificativi incompleti).
Questa distinzione è importante, perché incide direttamente sulla decadenza dell’accertamento fiscale e sui tempi entro cui l’Amministrazione può intervenire. Una verifica preventiva della correttezza formale della dichiarazione — come quella offerta dallo Studio Legale Vescovi attraverso la sua verifica fiscale simulata — consente di evitare queste criticità e prevenire contestazioni future.
Va fatta una distinzione: il termine rilevante per l’emissione dell’atto è di decadenza (ossia il potere dell’Amministrazione cessa) e non prescrizione del credito. In caso di superamento del termine, l’atto è nullo per decadenza.
| Anno d’imposta | Dichiarazione presentata regolarmente | Dichiarazione omessa o nulla |
| 2019 | termine ordinario: 31 dicembre 2024 | termine: 31 dicembre 2026 |
| 2020 | termine ordinario: 31 dicembre 2025 | termine: 31 dicembre 2027 |
| 2021 | termine ordinario: 31 dicembre 2026 | termine: 31 dicembre 2028 |
| 2022 | termine ordinario: 31 dicembre 2027 | termine: 31 dicembre 2029 |
| 2023 | termine ordinario: 31 dicembre 2028 | termine: 31 dicembre 2030 |
Nota importante: queste date sono da considerarsi “termini base” di decadenza. Proroghe, sospensioni (ad esempio per emergenza Covid) e regimi premiali possono modificare le scadenze effettive.
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RICHIEDI UNA CONSULENZAQuando si riceve un atto di accertamento tributario, ad esempio l’avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, è fondamentale agire rapidamente e in modo strategico. Nel farlo, è spesso indispensabile affidarsi a professionisti esperti — come lo Studio Legale Vescovi — che possano valutare la posizione e mettere in campo una difesa adeguata.
Lo Studio Legale Vescovi propone un servizio denominato verifica fiscale simulata, che ha come obiettivo quello di preparare il contribuente o l’impresa allo scenario di un controllo reale da parte dell’Amministrazione finanziaria.
Nel dettaglio:
Affidarsi a uno studio specializzato come lo Studio Legale Vescovi in questa fase consente di intervenire prima dell’atto, evitando sorprese e potendo gestire in modo coordinato ogni aspetto della posizione fiscale.
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