Accertamento fiscale: ecco come evitare le sanzioni

11 Dicembre 2025

La possibilità che un contribuente o un’impresa si trovi a fronteggiare un provvedimento di accertamento fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate è concreta e richiede attenzione fin dalle fasi iniziali. Comprendere i termini, le procedure e le conseguenze connesse all’atto di accertamento è fondamentale per evitare sanzioni, ridurre i rischi tributari e predisporre una strategia difensiva efficace. 

Lo Studio Legale Vescovi offre assistenza specializzata nel diritto tributario, affiancando i clienti sia nella fase preventiva — ad esempio con una simulazione di verifica interna — sia nella gestione del contenzioso, intervenendo su atti di accertamento, mediazione tributaria, accertamento con adesione e procedimenti davanti alle Commissioni tributarie. 

 

Differenza tra controllo, verifica e accertamento fiscale 

Nel contesto fiscale italiano è fondamentale distinguere tra tre concetti spesso impiegati in modo intercambiabile ma che presentano profili giuridici diversi: il controllo fiscale, la verifica fiscale e l’accertamento fiscale. 

  • Il controllo fiscale è un’attività dell’Amministrazione finanziaria che mira a confrontare i dati dichiarati dal contribuente con quelli in possesso dell’ente, mediante incroci di banche dati, segnalazioni, analisi documentale. In tale fase non sempre c’è accesso diretto all’attività economica del contribuente. 
  • La verifica fiscale implica un intervento più diretto: può prevedere l’accesso presso i locali del contribuente, l’esame delle scritture contabili, la richiesta di documenti e la possibilità di accertare sul campo elementi che consentano un approfondimento. 
  • L’accertamento fiscale è l’atto conclusivo del processo: è il provvedimento con cui l’Agenzia delle Entrate o altro ente competente emette un atto di contestazione, come l’avviso di accertamento, per determinare la base imponibile, l’imposta dovuta o la sanzione applicabile. L’atto di accertamento ha efficacia giuridica e può dare origine a contenzioso. 

In sintesi: controllo e verifica sono strumenti preparatori; l’accertamento fiscale è la fase finale che delimita un obbligo tributario. Comprenderne la distinzione consente al contribuente di orientarsi meglio nella difesa e nell’azione preventiva. 

 

Cosa si rischia con un accertamento fiscale? 

Quando viene notificato un atto di accertamento fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate, il contribuente può trovarsi ad affrontare: 

  • la determinazione di un’imposta supplementare dovuta rispetto a quella dichiarata; 
  • l’applicazione di sanzioni amministrative per errori o omissioni (ad esempio per dichiarazione infedele o omessa); 
  • l’iscrizione a ruolo delle somme dovute con interessi e oneri accessori; 
  • la possibilità di dover sostenere spese legali o procedurali in caso di contenzioso tributario; 
  • nel caso di comportamenti fraudolenti o penali, anche conseguenze penali legate ai reati tributari. 

L’atto, come l’avviso di accertamento emesso dall’Agenzia delle Entrate, rappresenta dunque un momento critico: è importante verificare tempestivamente termini, motivazione e opportunità di intervento con il supporto di un professionista o di uno studio legale specializzato. 

 

Accertamento fiscale: quali sono i termini di prescrizione? 

Una delle categorie più delicate riguarda i termini di decadenza (spesso impropriamente indicati come “prescrizione”) per l’emissione dell’atto di accertamento fiscale. Per rendere più chiara la disciplina, vediamo i termini generali e le riduzioni possibili. 

Termini generali 

Ai sensi dell’art. 43 del D.P.R. 600/1973 e dell’art. 57 del D.P.R. 633/1972, per le imposte sui redditi, l’IRAP e l’IVA l’atto di accertamento deve essere notificato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione, e nel caso di omessa dichiarazione entro il 31 dicembre del settimo anno successivo. La normativa più recente ha inoltre introdotto condizioni per ridurre questo termine, ad esempio nei casi di contribuenti “congrui e coerenti” o in regime di tracciabilità. 

Riduzioni dei termini 

In presenza di specifiche condizioni – ad esempio il versamento tracciato dei compensi e dei redditi, o l’adozione di indici di affidabilità fiscale (ISA) – il termine può ridursi di due anni rispetto all’ordinario. 

Cosa succede se la dichiarazione è omessa o nulla? 

In caso di dichiarazione omessa, ossia non presentata o inviata con oltre 90 giorni di ritardo, l’Agenzia delle Entrate dispone di sette anni per emettere l’avviso di accertamento, invece dei cinque ordinari.
La stessa regola vale se la dichiarazione è nulla, cioè priva dei requisiti minimi per essere considerata valida (ad esempio mancanza di firma, errori strutturali, o dati identificativi incompleti).
Questa distinzione è importante, perché incide direttamente sulla decadenza dell’accertamento fiscale e sui tempi entro cui l’Amministrazione può intervenire. Una verifica preventiva della correttezza formale della dichiarazione — come quella offerta dallo Studio Legale Vescovi attraverso la sua verifica fiscale simulata — consente di evitare queste criticità e prevenire contestazioni future. 

Nota su “prescrizione” vs “decadenza” 

Va fatta una distinzione: il termine rilevante per l’emissione dell’atto è di decadenza (ossia il potere dell’Amministrazione cessa) e non prescrizione del credito. In caso di superamento del termine, l’atto è nullo per decadenza. 

Anno d’imposta Dichiarazione presentata regolarmente Dichiarazione omessa o nulla
2019 termine ordinario: 31 dicembre 2024 termine: 31 dicembre 2026
2020 termine ordinario: 31 dicembre 2025 termine: 31 dicembre 2027
2021 termine ordinario: 31 dicembre 2026 termine: 31 dicembre 2028
2022 termine ordinario: 31 dicembre 2027 termine: 31 dicembre 2029
2023 termine ordinario: 31 dicembre 2028 termine: 31 dicembre 2030

 

Nota importante: queste date sono da considerarsi “termini base” di decadenza. Proroghe, sospensioni (ad esempio per emergenza Covid) e regimi premiali possono modificare le scadenze effettive. 

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Accertamento tributario: come difenderti? 

Quando si riceve un atto di accertamento tributario, ad esempio l’avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, è fondamentale agire rapidamente e in modo strategico. Nel farlo, è spesso indispensabile affidarsi a professionisti esperti — come lo Studio Legale Vescovi — che possano valutare la posizione e mettere in campo una difesa adeguata. 

Azioni operative e strumenti di difesa 

  • Verifica dell’atto ricevuto: controllare che l’avviso contenga tutti i requisiti di legge: identificazione del contribuente, anno d’imposta, tributo contestato, motivazione chiara, importo richiesto. In mancanza di motivazione adeguata, l’atto può essere annullato.  
  • Controllo dei termini: verificare che l’atto sia stato notificato entro i termini di decadenza indicati. Se la notifica supera il termine, si può far valere la decadenza dell’accertamento. 
  • Analisi interna della posizione: revisionare le scritture contabili, i documenti giustificativi delle operazioni, la coerenza dichiarativa (anche rispetto agli indici di affidabilità). Questo permette di preparare memorie difensive o proporre un’adesione o un accordo. 
  • Valutazione delle opzioni procedurali: 
  • ricorso tributario davanti alla Commissione tributaria entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso.  
  • istanza di autotutela o annullamento dell’atto se sussistono errori materiali o vizi procedurali.  
  • accertamento con adesione o transazione fiscale, che consente di definire la vertenza con condizioni più favorevoli per il contribuente.  
  • Assistenza qualificata professionale: avere un tributarista o un avvocato tributarista di fiducia permette di valutare con precisione le prospettive di successo, i costi e i benefici di ciascuna strada. Lo Studio Legale Vescovi dispone di competenza consolidata in materia di contenzioso tributario e può affiancare imprese e privati sia nella fase preventiva sia nella difesa effettiva. 

 

Verifica fiscale simulata  

Lo Studio Legale Vescovi propone un servizio denominato verifica fiscale simulata, che ha come obiettivo quello di preparare il contribuente o l’impresa allo scenario di un controllo reale da parte dell’Amministrazione finanziaria. 
Nel dettaglio: 

  • Viene condotta da professionisti che includono ex-funzionari dell’Amministrazione finanziaria, che simulano in modo realistico gli accertamenti, permettendo così di individuare errori o omissioni prima che l’atto venga notificato.  
  • L’intervento consente di correggere anomalie di natura contabile o documentale, rafforzare la tracciabilità dei versamenti e delle operazioni, rendere il contribuente consapevole dei propri diritti e doveri.  
  • Parte integrante della strategia preventiva dello Studio, questo servizio aiuta a ridurre significativamente il rischio di essere destinatari di un avviso di accertamento, migliorando la posizione difensiva in caso di contenzioso. 

Affidarsi a uno studio specializzato come lo Studio Legale Vescovi in questa fase consente di intervenire prima dell’atto, evitando sorprese e potendo gestire in modo coordinato ogni aspetto della posizione fiscale. 

 

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