24 Luglio 2025
Il diritto di prelazione su immobili è una tutela prevista dalla legge o pattuita tra le parti, che consente a un soggetto di essere preferito ad altri in caso di vendita di un bene. Si applica in specifici contesti, come nel caso di un inquilino che vive in un appartamento messo in vendita o tra coeredi in caso di divisione ereditaria.
In questo articolo, lo Studio Legale Vescovi chiarisce cos’è il diritto di prelazione, quando si applica, come si esercita e cosa fare se viene violato.
Il diritto di prelazione è la facoltà riconosciuta a un soggetto di essere preferito rispetto ad altri nel caso in cui il proprietario decida di vendere un immobile.
In pratica, chi ha diritto di prelazione deve essere informato della volontà di vendere e messo nelle condizioni di acquistare l’immobile alle stesse condizioni offerte da un potenziale acquirente esterno.
È un istituto molto rilevante nel diritto civile e, in particolare, nelle compravendite immobiliari, dove può incidere in modo sostanziale sulle trattative.
Il diritto di prelazione tutela soggetti che hanno un interesse qualificato sull’immobile, come:
Nel concreto, questo diritto può bloccare una vendita o obbligare il venditore a vendere all’avente diritto, tutelando così chi ha un legame giuridico o economico con l’immobile.
Esistono due grandi categorie di prelazione: legale e volontaria. Vediamole nel dettaglio.
È prevista dalla legge e si applica automaticamente quando ricorrono determinate condizioni. I casi principali sono:
In tutti questi casi, il proprietario è tenuto a notificare ufficialmente l’intenzione di vendere.
È frutto di un accordo contrattuale tra le parti, ad esempio in un contratto di locazione o di compravendita.
Le parti stabiliscono liberamente:
A differenza della prelazione legale, questa richiede un atto scritto e può essere trascritta nei registri immobiliari, per renderla opponibile a terzi.
Per esercitare correttamente il diritto di prelazione, occorrono due elementi fondamentali:
I termini per rispondere variano in base al tipo di prelazione, ma solitamente sono di 30 o 60 giorni dalla notifica.
L’accettazione deve essere chiara, scritta e inviata nei termini: in caso contrario, si perde il diritto.
Il diritto di prelazione ha una durata variabile:
Se il diritto non viene esercitato entro i termini, si considera decaduto. In alcuni casi, come per i coeredi, la legge prevede la possibilità di riscattare l’immobile anche dopo la vendita, ma solo per periodi limitati.
Il diritto di prelazione non si applica in tutti i casi di trasferimento di proprietà. Ecco le principali eccezioni:
In assenza dei requisiti previsti dalla legge o dal contratto, la prelazione non è valida.
Se il diritto di prelazione viene violato, chi ne è titolare ha due possibilità:
È fondamentale agire in tempi rapidi e con l’assistenza di un legale esperto.
Hanno diritto di prelazione su immobili diverse categorie di soggetti, a seconda dei casi:
La presenza di un diritto di prelazione va sempre verificata prima di procedere con una compravendita.
Spesso confuse, prelazione e opzione sono due cose ben distinte:
La prelazione non obbliga alla vendita, mentre l’opzione sì (almeno da un lato).
Il diritto di prelazione su immobili può sembrare un tema tecnico, ma ha risvolti pratici molto concreti, specie in caso di compravendite, successioni, contratti di affitto o dissidi tra coeredi.
Una notifica mal redatta, un termine non rispettato o una condizione alterata possono invalidare il diritto o creare danni economici rilevanti.
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